La rivoluzione di Peppa Pig

20 febbraio 2014 a 09:03

Anche senza avere bimbi piccoli che girano per casa, non si può fare a meno di notare che la Peppa Pig è il fenomeno planetario del momento. Basti osservare la quantità infinita di oggetti  dedicati alla maialina che invadono i negozi, dai libri ai guantini. Eccessivo, senza dubbio. Ma non è questo l’oggetto di questa mia analisi..

Ci si potrebbe domandare cosa avrà mai di tanto speciale questo cartone animato. Che cosa giustifica l’amore incondizionato che inevitabilmente manifesta ogni bambino dai 18 mesi in su che sia in venuto in contatto con  questo personaggio? Quali sono i segreti del suo successo straordinario?

Primo: la brevità. Una puntata dura 5 minuti. Un tempo giusto per la soglia di attenzione del pubblico a cui si rivolge e giusto anche perché rappresenta la condensazione temporale tipica dell’infanzia, dove le giornate sono dense e piene di occasioni. Arriva presto l’ora della nanna, ma prima succedono tantissime piccole cose.

Secondo: la semplicità. Una famiglia di maialini, Mamma Pig, Papà Pig e i loro due figlioletti, Peppa Pig di quattro anni e George di due. Abitano in una casetta sulla collina e intorno a loro girano i personaggi che popolano la realtà quotidiana di tutti i bambini. I nonni, la maestra, l’autista, il dottore, i compagni di scuola e i loro genitori. Gli episodi rappresentano scene di vita familiare con un inizio, uno svolgimento con ostacolo o imprevisto e la risoluzione. Una semplicità disarmante. Ogni puntata si apre con la voce della Peppa che si presenta e capiamo che non vedremo una realtà oggettiva ma raccontata del suo punto di vista, che è quello di un bimbo di quattro anni. Raccontare il mondo con una visione bambina, ecco la chiave del successo. I  piccoli spettatori si identificano immediatamente con la maialina protagonista e la seguono, ritrovandosi, nelle sue avventure quotidiane in un mondo che desta meraviglia, curiosità e che, di fronte alle difficoltà, offre adulti disponibili e soccorrevoli che accompagnano alla risoluzione. Le musiche sono ripetitive e orecchiabili. Persino i disegni sono semplici e i colori limitati a poche tonalità, come quelli che userebbe un bambino. Le colline sono appuntite e in salita, come nell’immaginario infantile, la cima occupata da una sola casa con la macchina parcheggiata che non cade giù contro le leggi della gravità. Il sole splende nel cielo. I maialini di profilo sembrano spiaccicati, che nell’era del 3D fa anche sorridere che non si possa produrre niente di meglio. Invece no, va bene così, perché il segreto dei maialini protagonisti e degli altri animali è che i loro tratti essenziali sono immediatamente riconoscibili anche per gli spettatori più piccini. Pur essendo sempre rappresentati di profilo, hanno sempre due occhi, naso e bocca al completo, come se fossero di fronte: questo piccolo trucchetto grafico non solo fa risaltare i tratti tipici del volto, ma dà anche l’idea di movimento.

La ciliegina sulla torta: il finale è sempre lo stesso. I personaggi si buttano a gambe all’aria nel fango oppure saltano nelle pozzanghere e ridono. Niente di più semplice e liberatorio. Un piccolo rito per i bimbi, oltre al fatto che è buffo immaginare che, quando è il momento, Mamma e Papà sono pronti a sbellicarsi dalle risate e lo fanno come dei bambinoni, divertendosi per davvero.

Dunque, terzo: leggerezza. Mamma e Papà Pig sono genitori attenti, che trasmettono valori morali e norme di buonsenso, ma, vivaddio, senza ansia. Sono anche loro un po’ distratti… e si concedono persino qualche piccola trasgressione. Il Papà Pig per esempio è un irrimediabile goloso e tutti lo sanno: persino Peppa fa qualche battuta ironica sul pancione del suo papà. Insomma anche gli adulti sono imperfetti e ogni tanto tirano fuori la loro parte bambina. C’è un episodio in cui la famiglia Pig va a fare la spesa e Papà Pig prende di nascosto una torta al cioccolato. Al momento di pagare, in cassa, si scopre la torta e lui viene colto in flagrante: indovinate qual è la reazione dei familiari? Certo, tutti scoppiano in una sana risata!

Insomma, in questo mondo preoccupato e preoccupante, in cui i bimbi sono spesso sommersi di stimoli esterni di ogni genere, il mondo della Peppa trasmette un messaggio rassicurante di stabilità e allegria. A partire dai pilastri delle famiglia.

A guardare bene, però, la famiglia ideale è tradizionale ma di certo non conservativa. A dirla tutta la Peppa è una grande femminista. C’è un messaggio di grande forza nella collaborazione domestica del Papà Pig che lavora, ma anche cucina e passa l’aspirapolvere, oltre che nella saggezza tipicamente femminile della Mamma Pig, tanto severa quanto dolce e comprensiva, una mamma ultramoderna dotata persino di telelavoro. Una famiglia moderna a tutti gli effetti, che vive in un mondo multietnico ben rappresentato dai compagni di classe. Tanti amici, tutti diversi ma ognuno speciale nella sua unicità. Ci sarebbe da dire anche sulle sfumature emotive che riescono a trasmettere i personaggi, ma mi dovrei dilungare una peppologia estesa. Non è il caso.

La Peppa si ama o si odia. Tuttavia quando un adulto guarda il cartone sapendo che racconta il mondo attraverso gli occhi di un bambino tutto diventa più comprensibile. Trovo che non ci sia niente di diseducativo, anzi. Forse possiamo imparare qualcosa anche noi adulti  da questa allegra famigliola di maialini, che una sana risata liberatoria non la negano mai a nessuno.

Stefania Pellegrini

www.stefaniapellegrini.it