C’era una volta Babbo Natale

29 dicembre 2013 a 15:23

Qualche nocciolina, due mandarini, un bicchiere di latte e un po’ di pane secco per le renne. La piccolina li prepara con la mamma e il papà la sera prima di Natale. Se vuoi puoi lasciare la finestra socchiusa, così Babbo Natale potrà entrare senza fatica… Al mattino solo le bucce dei mandarini e delle noccioline, briciole e il bicchiere vuoto… Babbo Natale è passato!! Quale gioia più grande per un bimbo?

Eppure alcune teorie sostengono che è sbagliato proporre storie e leggende che prima o poi saranno smentite e resteranno come piccoli traumi nella mente di un bambino che si sentirà tradito e imbrogliato. Meglio allora non raccontare storie, lasciare che crescano sapendo le cose come stanno.

Non siamo più nel medioevo. È l’ora di finirla con tutte queste fanfaluche di Babbi Natali, Bambini Gesù, Santa Klaus, capaci solo di confondere le teste dei fanciulli. Basta con le superstizioni, le leggende, i miti e simili vecchiumi. Fate crescere i bambini in un’atmosfera limpida, reale, disinfettata, trasparente. Insegnategli a dire pane al pane. Buttate al fuoco tutti i libri delle fiabe che con le streghe, gli orchi, i lupi, i Barbablu li terrorizzavano, lasciando nei loro animi teneri e innocenti ombre sinistre che poi non bastava un’intera vita a cancellare. E guardatevi bene dal raccontargli storie di spiriti, fantasmi, apparizioni: i bimbi potrebbero averne un duro choc con ripercussioni incalcolabili nel profondo della loro psiche. Imparino a credere in ciò che possono vedere, che può essere praticamente dimostrato, che appartiene al regno della scienza e basta. Sono mai stati fotografatigli elfi e gli gnomi? O esistono dischi fonografici con discorsi in italiano di grilli, volpi, bisce e così via? E allora, perché insistere in queste stupidaggini?

Ma sì seguiamo i consigli della pedagogia moderna, facciamone dei ragazzi con la testa sulle spalle, senza ridicole illusioni, senza paura del buio: battericamente puri, raziocinanti, asettici, vitaminici, insensibili alle angosce della notte. E magari anche educhiamoli a non bere vino, a non fumare, a non mangiare carne, ma soltanto tapioche ed insalate. Togliamo loro il soprannaturale, il mistero, il favoloso, la fantasia, prima che ci si affezionino. Procuriamogli così delle sane notti senza sogni, quindi molto più riposanti. Sì, perdio, facciamone degli abominevoli cretini.

 Il panettone non bastò è il titolo di un libro, una raccolta di scritti di Dino Buzzati: articoli, riflessioni e racconti dedicati al Natale. Tra i tanti questo di cui ho riportato uno stralcio, dedicato a chi crede che le storie abbiano un valore per la crescita, che siano magiche o con personaggi paurosi, e sceglie di leggerle e raccontarle ai bambini. Anche a Natale.

Stefania Pellegrini

www.stefaniapellegrini.it