Cos’è l’ansia da prestazione

5 maggio 2014 a 10:00

L’ansia da prestazione è quell’ansia che colpisce inesorabilmente chi sente sempre, costantemente, il peso di dover raggiungere degli obiettivi con dei risultati pressoché perfetti, ai suoi occhi e a quelli di chi guarda.

È l’ansia che si nutre della paura di non essere all’altezza della situazione e che diventa deleteria in quanto porta, molto spesso, al fallimento della prestazione stessa.
È quindi relativa a quegli ambiti in cui  ci si sente sotto giudizio come la scuola, gli esami, il sesso, le prestazioni sportive. Chi ne soffre in modo significativo è tendenzialmente una persona che vive sotto pressione e che rincorre un ideale di sé perfetto, ossessivo. Questa faticosa rincorsa alla perfezione causa ovviamente frustrazioni (in quanto la bacchetta magica ancora non l’abbiamo inventata) che vanno ad alimentare l’idea – distorta – del ” potevo fare di più -.
Perché, per una volta, non prendere in considerazione l’ipotesi che non è responsabilità del mio agito ma dell’ansia che, se non utilizzata in modo pro attivo e controllato, sabota le mie prestazioni?
Perché non provare a godersi il percorso, passo a passo, senza l’angoscia del risultato a tutti i costi? Perché non sperimentare il momento, la fatica, l’impegno imparando a dirsi: “bravo, ce l’hai messa tutta!”?
A volte siamo intrappolati in circuiti viziosi e dolorosi che non solo agiamo senza riuscire ad uscirne, ma dei quali non siamo neppure consapevoli. Facciamo tantissima fatica, ma proprio tanta, senza nemmeno rendercene più conto, per mantenere attivo un funzionamento psichico che ci nuoce.
Perché non provare a fermarsi?

E chiederci per chi, o a nome di chi, o di cosa, stiamo facendo quello che stiamo facendo? Magari riscopriremmo motivazioni profonde e sincere, appaganti, o magari capiremmo che non ne vale la pena. E che tutta quell’ansia è  davvero qualcosa da abbandonare. Come, è un altro capitolo, ma si inizia sempre dalle domande giuste.

Giovanna Canegrati