Le regole della seduzione femminile

28 marzo 2014 a 09:00

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Quando siamo attratti da qualcuno attuiamo il gioco delle seduzione, ossia il processo con cui cerchiamo di condurre una persona a noi per stabilire una relazione.

La donna, a volte, quando si sente attratta da un uomo e lo desidererebbe al suo fianco, mette in atto delle strategie dannose per sé. Dannose perché la portano ad infilarsi in alcune delle più classiche situazioni sentimentali che già di partenza sanno di essere deleterie e frustranti.

Si parte con il piede sbagliato se si adotta l’arma del compiacimento, mostrandosi gentili, onnipresenti, indispensabili all’altro. Come una buona venditrice, la donna si propone sotto la luce migliore, apparendo amabile, disponibile e permissiva. La donna si mostra indipendente e autonoma nelle primissime mosse di una nuovo incontro, tenendo gelosamente nascosto l’inderogabile diritto ad essere accudita ed amata che poi riversa, senza preavviso, nella relazione, davanti a un lui che, ignaro di come stavano le cose, scappa a gambe levate.

Si parte con il piede sbagliato se la donna confonde la propria visione applicandola all’universo maschile, soprattutto in merito al sesso. La donna più fa sesso con un uomo e più si lega a lui da sentimenti profondi; per lui invece il sesso non è garante di un maggiore impegno sentimentale (se è questo che si cerca).

Si parte con il piede sbagliato se la donna è più attenta all’altro che a se stessa, dipingendo con gli occhi sognanti dell’idealizzazione, l’amante perfetto e con sguardo ancora più sognante, il marito presente, e ancora oltre, il padre collaborativo. E poi, passati i primi fuochi iniziali, si accorge che l’essere che dorme accanto non è il principe azzurro sul cavallo bianco, ma l’uomo distratto, mancante e imperfetto: da qui sorge una ricca fonte di delusione e rammarico per l’illusione mancata.

A lungo termine, può accadere che tale atteggiamento femminile conduca all’investimento totalizzante sull’uomo; l’altro diventa tutto in a maniera profonda e completa. La posta in gioco è alta: Il rischio è perdere se stesse.

Allora stop a: mostrarsi per come non si è; sentimentalismi nobili; concessioni varie, se vissute come tali.

Qual è allora il modo migliore per stare bene in amore?

Aprirsi all’altro, essere piacevoli e seduttive, crearsi l’opportunità perché l’incontro con il lui desiderato sia vincente, non è particolarmente legata ad attributi estetici, ma più a fare del proprio essere qualcosa di unico ed irripetibile, e a mostrarsi per quello che si è, senza maschere. Avere sicurezza in se stesse, credere in un’idea obiettiva ed al contempo autoironica di sé, per il superamento del timore o dell’ansia di non essere abbastanza, di non andare bene, agli occhi di lui.

Forse il primo passo è proprio ascoltare qual è il proprio bisogno in una relazione. E’ domandarsi che cosa andiamo cercando nell’altro, liberandosi dalla illusione di essere come l’altro vorrebbe.

Poi in mezzo ci sta la costruzione della relazione stessa: e per questa bisogna essere in due, non dimentichiamocelo!

Ognuno è responsabile dei propri bisogni – di sicurezza, di protezione, di riconoscimento- per sé di fronte all’altro. Importante è capire che l’altro non è lì per soddisfare i nostri bisogni, ma per percorrere un pezzo di strada insieme, uno affianco all’altro.

E in ultimo, ma non meno importante, ogni donna dovrebbe fare i conti con una verità inossidabile dell’universo maschile, evitando di passare intere settimane o mesi ad aggrovigliarsi nelle sue elucubrazioni femminili del perché lui non la cerca più dopo il primo appuntamento: se un uomo vuole stare con una donna la cerca, e se non la cerca vuol dire che non la vuole (cit: La verità è che non gli piaci abbastanza). Nulla di più: punto. Facciamocene una ragione.

Alessandra Preziosa

www.alessandrapreziosa.it