Se lo leggono in tante ci sarà un perché…

9 dicembre 2012 a 21:49

50sfumatureQuesto stramenzionato libro di cui mi accingo a scrivere due parole è ormai diventato il catalizzatore di dibattiti, speculazioni filosofiche e analisi antropologiche che ne valutano il potere commerciale, il valore letterario e la rilevanza sociale.

Mi riferisco ovviamente a “Cinquanta sfumature di grigio”, che poi diventano rosse e nere, un libro, anzi, una trilogia in grado di vendere 30 milioni di copie in tutto il mondo.

30 milioni, perdiana.

C’è chi lo venera e chi lo detesta, lasciandosi andare ad anatemi rivolti alle sventurate lettrici sulla metropolitana che, da parte loro, non staccano gli occhi dalle pagine del libro.

Confesso, io l’ho letto: solo il primo, onestamente non me la sento di leggere anche gli altri due, ovvero 500 pagine di amplessi, sculacciate, fustigate espressi in un linguaggio che non ha niente di verosimile, e che poco ha a che fare con l’ars amatoria.
Trovo anacronistico e vezzoso riferirsi alla vagina scrivendo, in corsivo per sottolinearne l’enfasi, . Anche un po’ triste. .
In che senso questo libro è erotico? Per il numero di pagine impiegate per descrivere orgasmi ed erezioni, uno via l’altro, senza mai un intoppo, una defaillance? Pronti, eccitazione, godimento, orgasmo…ritorna al Via.
La trama ed i personaggi sono stereotipati e categorizzati, la complessità dell’animo umano rimane aggrappata a quelle “cinquanta sfumature” che in realtà sono solamente un titolo, delle quali non emerge nulla nella strutturazione dei personaggi. Ci sono solo bianchi e neri, niente grigi. Lei è imbranata, ingenua, carina, innocente, fortunata; lui bellissssssimo, ricchisssssssimo, vincente, potente, disturbato e sofferente. Quale originalità in tutto questo? Persone così semplicisticamente raccontate si trovano in Biancaneve e Cenerentola, quando si ha l’età mentale che necessita lo sviluppo di competenze che permettano di costruire categorie, quindi bene/male, bello/brutto, giusto/sbagliato.
Poi impariamo che è tutto molto più complicato, diversificato, misterioso.
Allora perchè questo successo dirompente? Molte dicono: “volevo leggere qualcosa di leggero, poco impegnativo, è stato piacevole!”.
Mah, in un rapporto dominatore-sottomessa con tanto di vergate e manette non ci trovo tutta ‘sta leggerezza. Certo, non è impegnativo come leggere il caro Dante, che però tanto stimola l’immaginario erotico con il suo “Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante”.
Una possibile spiegazione che mi si è palesata l’altra sera, pensando a quanto tale Anastasia, protagonista del libro, volesse fare del sano sesso “normale”, è che il punto nodale della questione è proprio lì, nel fatto che a lei la sottomissione sessuale non piacesse, nonostante i ripetuti orgasmi e orgasmi e orgasmi.

Tra due adulti consenzienti e desiderosi di condividere tale esperienza, il problema non si pone.

Invece la pulzella si sacrifica, e vuole salvarlo.
Certo, dice che vogliono cose diverse, cercano cose diverse, ma lei in cuor suo sa già che tenterà di salvarlo da questa sua “perversione” che nasconde ferite profonde (dell’anima).
Credo che il successo di questo libro sia legato all’illusione di poter salvare un uomo, e di cambiarlo.

Ah, che nutrimento narcisistico per noi povere ragazze che ci scontriamo ogni giorno con il fallimento di tutti i nostri miseri tentativi salvifici verso i nostri uomini sempre più esausti!
Condisci questo copione relazionale sempiterno con un po’ di sesso, ambiguità, lusso e bellezza ed il gioco è fatto.
Scommetto che c’è il lieto fine, per lei, intendo, dubito che la trilogia si concluda con una bella terapia di coppia decennale!

Giovanna Canegrati

www.giovannacanegrati.it