Vuoto d’amore

25 gennaio 2014 a 15:36

Il mito racconta che Didone era una regina bella e intelligente. Nobile di cuore, virtuosa nell’animo e bella di quella bellezza che va oltre l’aspetto fisico.

psicologo

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Eri una donna affascinante, cara Didone, con le idee chiare: vedova di un marito che hai amato, rinunci ai compromessi pur di mantenere il potere e scegli di partire. Fondi una città, una di quelle che nella storia hanno lasciato la traccia, come te. Arrivi, intuisci che quel golfo paludoso può diventare un luogo strategico e ottieni, con uno stratagemma a dir poco geniale, quel terreno su cui farai nascere la città di Cartagine.

Ne hai affrontate di prove nella tua vita, sempre a testa alta.

Poi a un certo punto arriva Enea, naufrago, confuso, con un passato difficile e un futuro assolutamente incerto. E’ subito passione tra voi, tu te ne innamori perdutamente, lui pure, ti ama, ma forse come uno che tiene sempre una piccola distanza di sicurezza. E tu, regina, sei lì, che fai di tutto per farlo felice, ma non basta mai. C’è sempre qualcosa che lo tormenta; tu che hai affrontato ostacoli di ogni genere, non ti capaciti di come non ti riesca di salvare lui. Per questo forse lo ami ancora di più, perché questo suo animo irraggiungibile lo rende ancora più affascinante ai tuoi occhi. Così, quando lui decide di partire per continuare il suo viaggio, non bastano la tua capacità organizzativa, il tuo piglio deciso e nemmeno le minacce. Allora tu sprofondi nell’angoscia. La tua sicurezza di sempre lascia il posto all’insicurezza. Quando lui ti abbandona, senti che niente più ha valore. Niente più valgono il tuo passato glorioso e le tue virtù, niente vale l’affetto e il riconoscimento di chi ti è vicino da sempre. Quando vedi le navi di Enea allontanarsi, la rabbia e le maledizioni si mescolano con il dolore più profondo e niente più sembra avere un senso. Amare Enea ti ha tanto riempito quanto svuotato, in un attimo, di tutto. Gli hai dato tutto e ora non ti resta più niente da cui ripartire.

La storia di Didone è la storia di tante donne che investono tutto sull’uomo che amano. Tutto, ma proprio tutto. Lui diventa amante, fratello, amico, confidente. Diventa depositario dei sogni di una vita. C’è un solo grande rischio quando l’altro diventa tutto, in modo così profondo e totalizzante: perdere se stesse. Succede proprio alle donne come Didone, che sono forti, capaci, realizzate. E almeno in amore cercano qualcuno con cui lasciarsi andare, dove possano abbandonarsi alla tenerezza o alla passione, senza esercitare alcun controllo. Almeno in amore.

Gli uomini come Enea sono i bravi ragazzi, quelli che sembrano vittime del destino avverso e ti viene da essere clemente con loro, con tutto quello che hanno passato… ma, parliamoci chiaro, a volte è più facile compiangersi che prendersi le proprie responsabilità. E’ comodo, mio caro bravo ragazzo, avere al tuo fianco la Didone di turno, senza mai decidere che in quella relazione d’amore anche tu sei una parte, altrimenti non si chiamerebbe relazione d’amore, ma di qualcos’altro, che ne so, di volontariato, di supporto morale…

Allora, quando incontriamo questi bravi ragazzi, che sembra sempre che debbano risolvere delle questioni più importanti prima di decidere che ti amano davvero, dovremmo domandarci cosa andiamo cercando. Perché se andiamo cercando l’amore, per quello bisogna esserci in due, dentro la relazione.

Ognuno ha il diritto di sentirsi bene, così com’è, con tutte le sue parti, senza rinunciare a niente.

Dare sì, ma per poi ricevere e sentirmi arricchita dallo scambio con l’altro.  Se l’altro a volte c’è e a volte non c’è, se io devo rinunciare a delle parti di me, se investo troppe energie per stare bene con l’altro e poi mi sento vuota; se dare amore è a senso unico, c’è qualcosa che non va.

Stefania Pellegrini – www.stefaniapellegrini.it

la prima parte di questo post è liberamente ispirata a questo articolo http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/07/06/il-complesso-di-didone-ma-perche-le-donne-toste-perdono-la-testa-per-gli-enea/

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