Come difendersi dall’ansia? Allena il tuo spazio personale…

20 marzo 2014 a 10:00

Immagina uno spazio intorno a te, immagina una forma. Immagina un materiale, una consistenza e un colore.  Per esempio un cerchio, come un filo di lana, rosso.

Ecco: ognuno di noi definisce uno spazio intorno a sé. E’ lo spazio della mente. Grande o piccolo.  E’ lo spazio in cui si muovono i pensieri, le emozioni e la percezione di sé.

Ogni spazio porta con sé un confine, che lo circoscrive, ne assicura la presenza e la tenuta. Il confine mette un limite, separa, protegge, preserva. Permette di appropriarti con chiarezza del tuo spazio, che non si confonda con il mondo fuori. Come un recinto che circonda un giardino, con un cancello che consente lo scambio fra esterno e interno. La sicurezza dello spazio interno dipende dalla tenuta del confine e dalle modalità che regolano apertura e chiusura: orari di ingresso, entrata libera, visite sospese per lavori in corso, divieto di accesso…

Riceviamo costantemente richieste più o meno pressanti di visitatori esterni che ci chiedono di entrare, alcuni di fare cambiamenti nel nostro spazio personale, che viene messo a dura prova, pressato, rimpicciolito, invaso. E’ una fatica quotidiana, che richiede un monitoraggio costante per riconoscere, filtrare, rimandare.

Un delicato gioco di equilibrio tra tenere e lasciar andare, controllo e flessibilità.

A ciascuno di noi possono capitare delle situazioni di sovraccarico di richieste o di incombenze esterne da adempiere con urgenza. Il mondo esterno invade e travolge lo spazio personale senza che ce ne rendiamo conto. Ecco che allora il corpo si mette in allerta e ci manda un segnale forte e chiaro: l’ansia. lo stomaco chiuso, un nodo alla gola. Per alcuni diventa difficile dormire. Vorremmo scappare, evitare alcune situazioni che sembrano insormontabili. Un senso di apprensione costante, di confusione e di fatica, il cuore che batte, i pensieri che si rincorrono. L’ansia si manifesta in tanti modi e con diversa intensità, ma quello che conta è che per poterla davvero superare devo imparare il suo linguaggio. E’ una questione di consapevolezza: ognuno di noi può allenarsi a riconoscere i segnali del corpo e il loro significato.

Cosa dice il mio cuore che batte all’impazzata? Cosa dice questo nodo alla gola? Cosa dice il mio stomaco chiuso?

Dice fermati, non sei inesauribile e non sei onnipotente. Prima di offrire la tua disponibilità valuta bene se davvero vuoi fare quello che ti viene richiesto.

Dice fermati, il tuo spazio è troppo pieno, non è più tuo.

Dice fermati e prova a pensare “Io voglio stare bene”. Puoi mettere un filtro alle richieste del mondo esterno, puoi decidere che in questo momento non hai le energie per fare tutto.

Dice fermati, puoi imparare a dire di no, anche se ti fa paura, anche se ti sembra impossibile, puoi trovare le parole.  

Dice fermati e ricomincia da te.

 

Stefania Pellegrini

www.stefaniapellegrini.it